Les grands chemins de Jean Giono PDF

Questa voce sull’argomento scrittori francesi è solo un abbozzo. Contribuisci les grands chemins de Jean Giono PDF migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia. Quando penso che un uomo solo, ridotto alle proprie semplici risorse fisiche e morali, è bastato a far uscire dal deserto quel paese di Canaan, trovo che, malgrado tutto, la condizione umana sia ammirevole. Nacque a Manosque, in Provenza, nel 1895, da una famiglia d’origine piemontese.


Il padre era calzolaio e la madre stiratrice. Fu impiegato di banca, ma coltivò fin da giovane la passione letteraria, grazie alle appassionate letture di Omero e di Virgilio. Partecipò alla prima guerra mondiale, e la sua esperienza al fronte lo segnò per tutta la vita e l’indirizzò verso un ideale pacifista. Ammiratore delle idee di Jean-Jacques Rousseau, concretizzò il suo ideale di primitivismo ritirandosi sull’altipiano del Contadour o in sperduti siti campagnoli della Provenza. Scrisse una trentina di romanzi, per i quali trasse ispirazione dalla Grecia antica e con cui dipinse la condizione dell’uomo nel mondo, trattando le questioni morali e metafisiche di portata universale. Non gli mancarono le amarezze, come per esempio nel 1944, quando fu ingiustamente accusato di collaborazionismo coi nazisti e imprigionato per cinque mesi. Non mancano talvolta nelle sue opere toni epici, a cui egli ricorse perlopiù allo scopo d’esaltare il messaggio naturista, oltre ad accurate indagini psicologiche della figura umana e a forti influenze di Stendhal nella tecnica narrativa.

Jean Giono è lontano dall’essere l’autore regionalista che si potrebbe credere. Autodidatta, diventò amico di Lucien Jacques, André Gide e Jean Guéhenno. Il Giono morì di uno scompenso cardiaco nel 1970. Le Muse », De Agostini, Novara, 1965, vol. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 26 mar 2018 alle 16:24. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli.

French cover for the pop-up version of the book. 1953 by French author Jean Giono. The story begins in the year 1913, when this young man is undertaking a lone hiking trip through Provence, France, and into the Alps, enjoying the relatively unspoiled wilderness. The narrator runs out of water in a treeless, desolate valley where only wild lavender grows and there is no trace of civilization except old, empty crumbling buildings.

Curious about this man and why he has chosen such a lonely life, the narrator stays with him for a time. The shepherd, after being widowed, has decided to restore the ruined landscape of the isolated and largely abandoned valley by single-handedly cultivating a forest, tree by tree. The shepherd, Elzéard Bouffier, makes holes in the ground with his curling pole and drops into the holes acorns that he has collected from many miles away. The narrator leaves the shepherd and returns home, and later fights in the First World War. In 1920, shell-shocked and depressed after the war, the man returns. He is surprised to see young saplings of all forms taking root in the valley, and new streams running through it where the shepherd has made dams higher up in the mountain.